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Il Foggia del 1981-1982 vide in panchina il duo Tagliavini – Puricelli. Quella squadra giocò una delle sue prime partite in campionato a Roma contro la Lazio il 4 ottobre 1981. Il “vecchio” Puricelli usava sedersi in prima fila con Rabbaglietti sul pullman della squadra quando si partiva per i lunghi ritiri o per raggiungere lo stadio dove si doveva giocare. Di solito era proprio il massaggiatore Lino Rabbaglietti a consigliare all’autista la strada più breve per arrivare allo stadio, quasi fosse un navigatore satellitare (che all’epoca non esisteva) umano. Questa volta, però, si giocava a Roma, città di residenza del tecnico uruguaiano. Con il suo solito fare istrionico Ettore decise di dare lui in prima persona le direttive all’autista, come racconta l’ex calciatore e capitano del Foggia Calcio Delio Rossi: «Dava continuamente del “provinciale” all’autista, accusandolo di non conoscere bene le strade della capitale. “Destra, ecco, ecco, sinistra. Ora destra, gira a destra”, continuava a dare indicazioni senza fermarsi un secondo. Con il passare dei minuti, però, non si riusciva a scorgere lo stadio e tutti cominciammo a nutrire qualche sospetto sulla bontà delle indicazioni del “Puri”».

Dopo un’ora e un quarto di viaggio tra le strade capitoline, il pullman passò sotto casa di Puricelli. Chi conosceva Ettore, come Lino Rabbaglietti, non mancò di far notare la cosa. «Ma mister, questa non è casa sua?»,domandò innocentemente il massaggiatore. Una domanda che mandò su tutte le furie Puricelli: «Mi disse “ecco, sei un provinciale anche tu” – sorride Rabbaglietti -. “Cosa capisci tu che non conosci Roma, non sei mai uscito da Foggia”. Poi però, alla terza o quarta volta che passammo sotto la sua abitazione anche lui sottolineò…”Ecco, ecco, questa è casa mia!”. Dopo diversi minuti la nostra corsa finì davanti ad una strada senza uscita. In quel momento, con un muro davanti a noi, decidemmo di dover cambiare strategia. Passavano di lì due ragazzi con le scarpette. Chiedemmo se erano diretti allo stadio e ci risposero in senso affermativo. Li facemmo salire con noi per farci da navigatori. Furono loro a portarci all’Olimpico». Il Foggia arrivò in netto ritardo, ovviamente, e la partita iniziò diversi minuti dopo l’orario prefissato e finì con una sconfitta per 4-0.

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